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E provo lo stevia

Stasera mi butto

Avevo sentito nominare il termine 'stevia' un paio di anni fa. Era il periodo in cui questo estratto naturale veniva approvato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare. In realtà lo avevo solo sentito nominare, senza approfondire. Poi qualche mese fa ho letto un articolo su un quotidiano inglese in cui si annunciava l'approvazione anche per la dolcificazione delle bevande analcoliche nel mercato europeo.
 
L'articolo riportava dati al limite dell'incredibile: un estratto da una pianta che cresce in Sud America, dal potere dolcificante trecento (sì, trecento) volte superiore allo zucchero e soprattutto privo di calorie. Sembrava una favola, l'uso di stevia come dolcificante si perde nella notte dei tempi, risale alle civiltà precolombiane. E oggi torna prepotentemente alla ribalta conquistando il placet dell'industria alimentare occidentale. Nonostante stevia avesse tutte le caratteristiche per un acquisto d'impulso, non fosse altro che per la curiosità, mi trattenni. Non so perché, forse semplicemente perché non l'ho trovato nei negozi di alimentari dove faccio solitamente i miei acquisti; forse perché lo zucchero – come additivo – ha una parte minima nella mia dieta e quindi non ero (e non sono) in cerca di un suo sostituto.
 
Poi qualche giorno fa ho visto una confezione di stevia nel supermercato sotto casa, e ho colmato la lacuna. La prima cosa che balza all'occhio è il prezzo. Purtroppo una confezione da 270 grammi costa più di 4 euro (il che al chilo fa la stratosferica cifra di circa 15 euro). Però se mantiene quanto promette...In realtà sul contenitore c'è scritto che il potere dolcificante è tre volte quello dello zucchero. Non ho capito se le altre 297 volte si sono perse nella raffinazione o se sono state appositamente eliminate per permettere al consumatore di utilizzarlo per un caffè senza ricorrere a provette e dosi microscopiche. La dicitura esatta sulla confezione infatti non è stevia ma 'edulcorante da tavola a base di glicosidi steviolici'. Ed effettivamente è già molto dolce così, sia assaggiato al cucchiaio che per dolcificare le bevande calde. C'è il solito inconveniente, tipico delle alternative allo zucchero (e a tutti i gusti a cui siamo più abituati), che bisogna adattarsi un po' al nuovo sapore. Se ci si aspetta il gusto tradizionale si resta parzialmente delusi. Come attendersi dal seitan il sapore di una bistecca...Va molto meglio quando si usa stevia nella preparazione dei dolci. Probabilmente si disperde di più insieme agli altri ingredienti e ne rimane più l'azione dolcificante che il gusto insolito.
 

Sulle zero calorie non ho trovato controinformazione di sorta, nessuno le mette in dubbio (assaggiandolo ovviamente non si riesce a capire) e soprattutto tutti lodano la superiore qualità rispetto ai surrogati dello zucchero come l'aspartame o la saccarina. Restano comunque valide le istruzioni valide per tutti gli additivi, zucchero compreso: meglio non eccedere e soprattutto che non li consumino i bambini sotto i tre anni e le donne in gravidanza.

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