Come prendersi cura del basilico

basilico

Il basilico nelle case degli italiani non manca mai, specialmente d’estate. Serve a preparare una moltitudine di ricette e aiuta anche ad allontanare le zanzare. Non sempre, però, resiste a lungo e lo vediamo appassire e ingiallire nel giro di un paio di settimane. Niente paura, nonostante il basilico sia una pianta delicata, con qualche accorgimento si può riuscire a vederla rigogliosa e verde più a lungo.

 

Il vaso

Se vogliamo far sopravvivere il basilico, il primo passo consiste nel rinvasarlo. Il piccolo contenitore in cui lo troviamo sugli scaffali del supermercato, infatti, non è sufficiente a farlo stare bene. Ha bisogno di più spazio, di un terriccio migliore e di uno strato di ghiaia per il drenaggio dell’acqua. Senza questa operazione, la pianta appassirà presto.

 

L’annaffiatura

Il basilico beve tanta acqua. Come capire quando e quanto annaffiare? Il basilico è molto esplicito: se ha poca acqua appassisce, appare secco, la terra è asciutta e la foglia perde il suo caratteristico verde. Se, invece, ha troppa acqua le sue foglie diventano gialle, molli e cadenti. Se il terriccio rimane sempre bagnato e nel sottovaso c’è un ristagno, facciamo molta attenzione perché le radici marciscono rapidamente. In questo caso bisogna interrompere le innaffiature, eliminare le foglie gialle, attendere che la pianta migliori e che la terra si asciughi.

 

I fiori e la luce

Il basilico vuole essere inondato dal sole. Può vivere a lungo solo a questa condizione: che rimanga esposto alla luce più tempo possibile. Questo, neanche a dirlo, determina il grande bisogno di acqua che ha. Non facciamo però l’errore di credere che lasciarlo sotto i raggi diretti tutto il giorno sia una buona idea, la situazione ottimale si verifica quando riceve qualche ora di luce diretta e qualche ora di luce indiretta. Che cosa fare, infine, se compaiono i fiori? In tal caso è necessario tagliarli: arrestano la crescita della pianta che invece può raggiungere anche i 60 cm di altezza.

 

 

 

Crediti

Magda Ehlers su Pexels