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Rafano, maiale, chiacchiere e Carnevale

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di Guglielmo Pellegrino

Cucinare è una questione di chimica, di..

di Caterina Policaro
 

Carnevale è quella volta all’anno in cui è lecito festeggiare e infatti, di solito, diventano giornate in cui si assaggiano dolci (diversi da regione in regione) o si prepara la carne di maiale in mille modi.

Una carrellata di tradizioni, dolci e piatti tipici del Carnevale bisogna proprio farla.

La parola Carnevale significa "carne levare" cioè i festeggiamenti che precedono l'inizio della Quaresima quando sarà vietato, per i cattolici, mangiare carne.

Al primo posto nella tradizione culinaria carnevalesca di tutte le regioni italiane troviamo, non a caso, qualcosa di trasgressivo e abbondantemente calorico tipo i dolci fritti: dalla cicerchiata del Lazio agli struffoli campani passando per chiacchiere, frappe, zeppole e castagnole. Con varianti minime e nomi diversi non solo di regione in regione ma anche tra paesi vicini (soprattutto al Sud Italia), si tratta di impasti più o meno morbidi, fritti ed abbinati poi a zucchero caramellato e miele, colorato con i “diavolicchi” ecc.

La carne di maiale, poi, la fa da padrone a Carnevale. Salsiccia, braciole, polpette, costatelle, arrosto, nel sugo, con la polenta ecc. ecc. Tutto rigorosamente grasso, condito, gustoso a Carnevale.

Non voglio neanche scrivere, ad esempio, gli ingredienti delle lasagne che si fanno in Campania a Carnevale. Ci sazierebbero solo leggendoli!

Mille preparazioni diverse, di Regione in Regione, anche per la carne di maiale. Una più gustosa dell’altra.

In Basilicata a Carnevale è tipico consumare anche il rafano, una radice aromatica dal sapore piuttosto piccante, abbinato alla pasta rigorosamente fatta in casa, grattuggiato sul ragù di maiale fatto consumare ore e ore sul fuoco oppure nella cosiddetta “rafanata” fatta di uova, formaggio, salsiccia e rafano.

Cosa si mangia di tipico a carnevale nelle tue zone?

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