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La spesa sostenibile

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di Guglielmo Pellegrino

Cucinare è una questione di chimica, di..

di Caterina Policaro
 

Prendiamo il tempo necessario per pensare a cosa stiamo comprando. Non sappiamo se stiamo anche danneggiando in qualche modo l’ambiente con quel prodotto: quanta acqua, energia ecc. implica quel prodotto dalla produzione al consumo al finire poi nei rifiuti?

Quanti km percorre un alimento? Quanta anidride carbonica emette? Cosa possiamo fare per fare la spesa in maniera più consapevole e sostenibile e contribuire con il nostro comportamento ad inquinare meno e migliorare il mondo?

 

1.    Portarsi dietro la propria shopper di stoffa o plastica rigida per riporre la merce acquistata e ridurre drasticamente l’uso dei sacchetti di plastica. Riutillizzare. Bene anche i carrellini.

 

2.    Provare a portare a casa meno imballaggi acquistando prodotti alla spina: pasta, riso, cereali ma anche detersivi. Oramai si trovano diversi punti vendita alla spina, in giro, acquistiamo la quantità che ci serve ed evitiamo gli sprechi.

 

 

3.    Acquistiamo il formato famiglia: meno imballo per quantità di prodotto acquistato.

 

4.    Frutta e verdura di stagione, possibilmente locali, a filiera corta o a km 0 (a fine mattinata, poi, nei mercati rionali, costa anche meno).

 

5.    Dove possibile, bere acqua dal rubinetto. Subisce maggiori controlli rispetto all’acqua in bottiglia e non si deve poi smaltire nulla.

 

6.    Evitare le mini-confezioni, i prodotti usa e getta, i prodotti con imballaggi doppi o contenuti in imballaggi a perdere. Evitare di comprare frutta, verdura, affettati, formaggi ecc. già confezionati, imbustati in sacchetti o vaschette di plastica, già pronte da mettere nel carrello e in frigorifero.

 

7.    Fare sempre una lista della spesa in modo da non cadere nell’acquisto d’impulso di prodotti che non ci servono realmente.

 

8.    Preferire i prodotti marchiati dalla catena di distribuzione del super in cui facciamo la spesa: spesso sono prodotti dalle stesse aziende che producono per grandi marchi più blasonati ma costano meno, non dovendo pagare la pubblicità al marchio.

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