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...la pera

Le 5 cose che ...

Quando si porta in tavola una pera, si porta in tavola un pezzo di storia: si serve un frutto che l'uomo ha selezionato più di duemila anni fa. Fu con un frutteto di pere, infatti, che Polifemo conquistò la bellissima ninfa Galatea, come racconta il mito greco. La sua provenienza è asiatica ma furono soprattutto i romani a coltivarla e differenziarla più di ogni altro popolo dell'antichità. In due secoli crearono una quarantina di cultivar differenti. Altro grande estimatore di questo frutto fu il Re Sole Luigi XIV, che giunse a selezionarne quasi cinquecento tipi diversi. Oggi si coltivano più di mille specie diverse di pere.
 
La pera è uno dei frutti più adatti all'alimentazione dei bambini, e viene utilizzata tra i primi alimenti dello svezzamento insieme alla mela, di cui è equivalente dal punto di vista nutrizionale. Tutti i differenti tipi di pera hanno le stesse caratteristiche e apportano la stessa quantità di vitamine, calorie e minerali, a patto che siano consumate mature. Differiscono invece molto nella consistenza, con le specie più dure che sono ideali per le preparazioni previa cottura.
 
Secondo alcuni la pera, come molti altri frutti, andrebbe consumata senza venire sbucciata, perché nella buccia c'è la più alta concentrazione di principi nutritivi. Costoro hanno ragione ma ci sono un paio di considerazioni da fare: spesso l'acqua non basta a eliminare del tutto le sostanze non certo benefiche per l'organismo che gli agricoltori utilizzano per proteggere le pere dai parassiti; inoltre la buccia rappresenta solo il 3 per cento del totale della pera, quindi anche eliminandola non si butta poi via un granché.
 
Una curiosità, un tempo, più o meno nella prima metà del secolo, le pere cotogne venivano utilizzate dalle massaie per profumare la biancheria negli armadi, un po' come si faceva con la lavanda.
 
Come noto uno dei migliori accostamenti della pera è con il formaggio, verità celebrata anche da un famoso detto “al contadin non far sapere quanto è buono il cacio con le pere”. Purtroppo oggi è un'associazione poco utilizzata, ed è un peccato perché con un po' di pane sarebbe una merenda ottima per i ragazzi.

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