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Il passato in casa: l’abc del riuso

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di Serena Patierno

Ho tante passioni, ma le più brucianti..

Le case nuove e molto curate sono senza dubbio bellissime, ma le più affascinanti sono quelle dove passato, presente e futuro si mescolano e danno all’abitazione una personalità che solo il tempo può dare. Quali sono i pezzetti di passato da salvare e quali sono quelli a cui si può rinunciare?
 
Ode al riuso
Se portare a casa qualcosa di vissuto è bello, lo è ancora di più se si aiuta l’economia del riuso. Quest’ultimo è simile ma non uguale al riciclo: mentre nel riciclo si recuperano i materiali per costruire nuovi oggetti, nel riuso si recupera un oggetto perché possa di nuovo essere utile a qualcuno che lo desidera. Parlando di arredamento, praticamente tutto può essere riutilizzato. Cornici di vecchi quadri, specchi, madie, tavoli, tappeti. Spesso basta cambiare la stoffa di una sedia per cambiarne il volto, oppure il colore di una madia anni Cinquanta per farne il pezzo forte della propria casa.
 
Come scovare i pezzi giusti
Non tutti hanno mobili di famiglia da recuperare. Esistono però i mercatini delle pulci dove, se si ha buon occhio, si trovano molte offerte interessanti. Non è però necessario spendere: a volte i mobili vengono anche regalati. Basta iscriversi ai tanti gruppi di scambio esistenti nel web, quelli cittadini e regionali. Molti utenti vendono ma altri ancora regalano mobili a patto che l’interessato vada a prenderseli. Infine, spargere la voce nel quartiere o in paese riserva quasi sempre delle sorprese: vengono alla luce tavoli, letti, credenze, vasi di cui i proprietari si erano dimenticati e che giacevano sepolti in cantine e garage.
 
Su che cosa puntare
Una volta chiarito che cosa sia il riuso e dove cercare gli oggetti giusti, bisogna capire quali sono gli oggetti giusti. Qui si procede per stile e per gusto. Ci sono persone estremamente abili a mescolare diverse epoche, materiali e colori: loro hanno libera scelta. Noi comuni mortali ci accontenteremo di introdurre uno o due pezzi importanti nell’insieme omogeneo del nostro arredo. Per esempio: in una cucina ultramoderna e chiara, si può inserire una madia o un comò dei primi del Novecento senza battere ciglio. In un soggiorno moderno, le sedie e il tavolo da pranzo possono essere antichi o rustici. Ma, più semplicemente, iniziamo dai complementi d’arredo. Mescolare cornici e specchi, per esempio, è un inizio alla portata di tutti. Con un po’ di pratica, si può andare alla ricerca di botti, bottiglioni, vecchie ruote di carretto (o di bicicletta se si arreda in stile industrial!), macchine da scrivere e molto altro.

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