I tormentoni di Sanremo e perché ci piacciono tanto

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A fine febbraio il festival è stato archiviato da poco e le canzoni più amate girano sulle radio: ognuno ha la sua nelle orecchie, state canticchiando Brividi da ore e non riuscite a smettere? O forse sentite che state “andando forte” come Morandi o siete in un momento intimista per cui è Elisa che vi risuona? Qualsiasi sia la canzone che amate di più dell'ultimo Sanremo, sappiate che dietro a ogni successo ci sono regole provate dalla scienza che ha decretato: al tormentone, se ben costruito, proprio non si sfugge!

 

Sapete perché certe canzoni ci piacciono tanto? E' una vera e propria sindrome chiamata Stuck Song Syndrome: il nostro cervello canta continuamente una determinata canzone o il suo ritornello e non c’è verso di allontanarne il pensiero. Accade perché le canzoni che ci piacciono rilasciano in noi la dopamina: il neurotrasmettitore che quando viene rilasciato ci provoca piacere. Difficile rinunciare a provarlo!

 

I tormentoni diventano tali anche quando in essi ci riconosciamo: d'estate funziona bene, tutti abbiamo voglia di leggerezza, balli e vacanze. Ma anche in inverno si può creare un feeling con un testo: magari perché ci riconosciamo nelle parole.

 

Anche il modo in cui la canzone è studiata aiuta a farla diventare un tormentone: per esempio fondamentale è avere un ritornello, la ripetizione di un verso crea una piccola dipendenza al nostro orecchio e ci fa anelare il momento in cui ritornerà.

 

La scienza peraltro è anche sicura che i tormentoni facciano bene! Sì perché sono un modo meraviglioso per creare in noi dei ricordi: quante volte avete legato un momento della vita a una canzone che amate molto? Ecco, senza musica di certo il ricordo avrebbe un altro sapore.