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I design dog, cani da 'laboratorio'

Attualità e Gossip

Cuccioli meravigliosi oppure orribili mostri? Una moda che forse finirà? Li chiamano i Frankestein dopo che per anni sono stati cercati, anzi progettati. Di cosa stiamo parlando? Dei cosiddetti "design dog", incroci di razze creati esclusivamente per il piacere dei loro padroni. Il primo e forse il più famoso è lui, il 'labradoodle': era la fine degli anni ottanta e questo cane racchiudeva tutte le qualità e la prestanza fisica di un labrador con il pelo del tipico del barboncino e il suo musetto. In più vantava una caratteristica adatta a chi per esempio è allergico: il labradoodle infatti non perde peli.
Dopo il labradoodle ne sono arrivati ovviamente altri. E allora ecco giungere a soddisfare tutti i gusti il Puggle che incrocia Carlino e Beagle, il Peekapoo che è un mix di Barboncino e Pechinese, il Maltipoo dove a mischiarsi le caratteristiche sono Maltese e Yorkshire, il Goberian da Golden Retriever e Siberian Husky, il Beabull (Beagle e Pitbull) e avanti così.
Fino alle scorse settimane, quando il loro "inventore", Wally Conron, ormai novantenne, fa il suo mea culpa pubblico alla stampa australiana, Paese in cui vive e ammette che questi ibridi sono diventati mutazioni anche pericolose. E allora per Conron la marcia indietro parte velocemente: così velocemente che è lui stesso ad ammettere in un'intervista che, anche se questi incroci sembrano così belli, in verità i problemi di salute per questi cani sono molti.
Malattie congenite, disturbi di ogni tipo che le singole razze avevano ma solo in parte e soprattutto la vendita di alcuni esemplari a prezzi esorbitanti hanno contribuito al pentimento di Conron. E quel che è peggio è la ricerca, sostiene lo stesso inventore del labradoodle, è questa ricerca di cani sempre più umani. E' l'ora di fermarsi, dice l'australiano. Ma nel frattempo, i cani mutati geneticamente nel mondo sono ancora tantissimi.

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