60 minuti di dolce far niente

Per ritrovare la serenità
 
È la strategia dell’ex segretario di Stato di Ronald Reagan: sessanta minuti ogni settimana senza scopo o meta, e con il telefono staccato. Secondo gli esperti fa bene a tutti e rigenera corpo e mente.
 
L’hanno chiamata “l’ora di Shultz”: “Mi serviva per prendere le distanze dalle cose, sganciarmi dai problemi tattici che richiedevano una soluzione immediata e abbracciare questioni strategiche più ampie e più utili per il Paese”, ha spiegato George Shultz al New York Times qualche tempo fa, raccontando di quell'ora a settimana che l'ex segretario di Stato trascorreva chiuso nel suo studio, isolato da tutto e tutti (esclusa moglie e presidente americano, ovviamente). Dunque, perché non utilizzare questo metodo per ritrovare la pace all’interno della frenetica vita quotidiana dell’era di internet?
 
Non pensiate che sia uno spreco di tempo, anzi, è proprio quello il momento in cui corpo e mente si rigenerano, dando vita alle idee più geniali. Lo psicologo del lavoro Andrea Castiello D’Antonio, che trascorre la sua “ora di Shultz” passeggiando senza meta e pensieri, definisce questo intervallo come “un tempo preziosissimo: “È tempo sospeso, non è riposo. È come se attivassimo un software interno che ristruttura i piani mentali, sia cognitivi che emotivi, facendo riprendere vita ai due comparti, rianimandoli un po’”. D'altronde, se dormiamo con il cellulare sul comodino, ci muoviamo con il pc portatile nella borsa e non disconnettiamo mai la mente dalla rete, dai social network e dal lavoro, il cervello – eccessivamente bombardato di informazioni e costantemente attento - va in sovraffaticamento, causando stanchezza fisica e mentale, perdita di lucidità, difficoltà nel ragionamento lineare.
 
Come fare a godere in pieno dei benefici di questo momento di riposo della mente? Munirsi di carta e penna, come consiglia sul Corriere.it Daniele Trevisani, formatore e coach su temi dello sviluppo del potenziale umano, che dice che scrivere su un foglio tutti i pensieri che ci passano per la mente in quell’ora fa sì che “quei pensieri perdano forza, escano fuori da noi e ce li lasciamo alle spalle”. E, così, via libera a nuove idee.